- Ufficio Comunicazioni Sociali Accademia Bonifaciana
- 4 Gennaio 2026
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L’Accademia con sede in Anagni, nel promuovere la cultura della pace, chiude con successo, la XXIII Edizione del Premio Bonifacio VIII: un trionfo di Sport e generosità.
La XXIII Edizione del Premio Bonifacio VIII si è conclusa in bellezza con l’omaggio al campione mondiale di Coppa Davis 2025, Flavio Cobolli, e a suo padre e allenatore Stefano Cobolli. L’Accademia Bonifaciana, guidata dal rettore presidente Sante De Angelis, ha accolto con entusiasmo il giovane tennista, che ha fatto la sua prima tappa ufficiale da campione del mondo proprio ad Anagni, prima di recarsi dal Presidente della Repubblica e dal Presidente del Consiglio. La Sala dello Schiaffo del Palazzo Papale è stata gremita di autorità, giovani tennisti e sportivi, tutti accorsi per omaggiare Flavio Cobolli e la sua impresa sportiva. L’atleta ha portato con sé la Coppa Davis, che ha mostrato con orgoglio al pubblico presente, creando un’atmosfera di grande gioia e celebrazione. Un riconoscimento meritato, il Premio Internazionale Bonifacio VIII, assegnato a Flavio Cobolli per il suo percorso umano e sportivo, che ha avuto come apice la conquista della Coppa Davis 2025. Il giovane tennista è stato riconosciuto come un esempio di dedizione, umiltà e rispetto per gli avversari, valori che lo rendono un modello per i più giovani.
Stefano Cobolli, padre e allenatore di Flavio, ha ricevuto il Premio Nazionale Bonifacio VIII per il suo ruolo fondamentale nella formazione del figlio. La sua saggezza e il suo amore hanno contribuito a plasmare il carattere e la mentalità vincente di Flavio. Un evento di grande risonanza: questa XXIII Edizione del Premio Bonifacio VIII, iniziata con l’inaugurazione dell’anno accademico 2025 – 2026, lo scorso 28 novembre, ha visto la partecipazione di numerose personalità, tra cui i Cardinali Leonardo Sandri, Gianfranco Ghirlanda, Agostino Marchetto, la Presidente della Repubblica del Kosovo Vjosa Osmani-Sadriu, accolti, oltre che dal professor De Angelis, anche dal Sindaco di Anagni avvocato Daniele Natalia e dal Presidente del Comitato Scientifico monsignor Enrico dal Covolo, dal Vice Presidente dello stesso ufficio monsignor Sergio Maurizio Soldini e dal Presidente della Giuria del Premio monsignor José Manuel del Rio Carrasco. L’evento ha celebrato la cultura della pace e ha riconosciuto l’impegno di Flavio Cobolli e di suo padre Stefano per la promozione dei valori sportivi e umani.
“Flavio, il tuo successo è un riflesso della tua incrollabile determinazione e del tuo spirito combattivo, ma anche del supporto e dell’amore di chi ti ha sempre sostenuto. Siamo orgogliosi di te – ha dichiarato il Presidente Vicario del Comitato Scientifico monsignor Sergio Maurizio Soldini – e ti auguriamo di continuare a brillare, sia dentro che fuori dal campo. Grazie, Flavio, per averci mostrato cosa significa essere un vero campione. E grazie, Stefano, per aver contribuito a forgiare questo campione”. “L’Accademia Bonifaciana, nell’assegnare all’atleta il massimo conferimento accademico, intende riconoscere e onorare il giovane Flavio Cobolli – ha detto tra l’altro il Rettore Presidente Gr. Uff. Sante De Angelis, nel leggere la motivazione – per il suo percorso umano e sportivo che ha avuto come apice la conquista della Coppa Davis 2025, ricoprendo il ruolo di numero uno della squadra italiana e dimostrando di saper sostenere a dovere il peso delle aspettative di un intero movimento tennistico in continua ascesa. Le sue prestazioni hanno mostrato non solo talento, ma carattere, lucidità, tenacia e capacità di reagire nei momenti in cui tutto sembrava venire meno. Il Premio – continua il professor De Angelis – vuole celebrare anche la sua crescita agonistica avvenuta attraverso quotidiani sacrifici, duri allenamenti, continue trasferte, numerose rinunce ma con la determinazione di chi non si accontenta mai. Dai primi passi nei circoli romani alla scalata nel circuito professionistico ATP, Flavio, ha dimostrato che la passione, unita alla disciplina, può trasformarsi in risultati straordinari. Qualità come dedizione, umiltà, rispetto per gli avversari e forza interiore lo rendono un esempio per i più giovani che vedono nel tennis un’occasione di crescita e riscatto e in lui un esempio da seguire. La solidità e l’amore della famiglia Cobolli, insieme alla saggezza di papà Stefano, sono stati quindi – conclude – le fondamenta su cui è cresciuto: non solo un atleta talentuoso, ma anche un giovane con un carattere forte, valori saldi e una mentalità vincente”.





































