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De Angelis: “Con la scomparsa del Cardinale Camillo Ruini la Chiesa e il mondo della cultura perdono un maestro di pensiero e di testimonianza. Lo ricordiamo con gratitudine per il suo servizio instancabile alla Chiesa italiana e per il legame profondo che ha sempre intrattenuto con la nostra Accademia.

L’Accademia Bonifaciana partecipa con profondo cordoglio al lutto per la scomparsa del Cardinale Camillo Ruini, avvenuta nella giornata del 16 giugno 2026. Originario di Sassuolo, il porporato si è spento a 95 anni, compiuti lo scorso 19 febbraio, dopo alcuni giorni di condizioni di salute critiche, assistito presso la sua abitazione.
Figura di riferimento della Chiesa italiana e universale, il Cardinale Ruini è stato creato cardinale nel 1991 da Papa Giovanni Paolo II. Dal 1991 al 2007 ha ricoperto l’incarico di Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e, nello stesso periodo fino al 2008, quello di Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma.
Legato all’Accademia Bonifaciana da stima e collaborazione di lunga data, il Cardinale Ruini ne era Premio Internazionale Bonifacio VIII e Senatore Accademico Onorario dal 2013, riconoscimenti che attestano il suo impegno costante per il dialogo tra fede, cultura e servizio al bene comune.
Così ha dichiarato il Prof. Sante De Angelis, Rettore Presidente dell’Accademia Bonifaciana: “Con la scomparsa del Cardinale Camillo Ruini la Chiesa e il mondo della cultura perdono un maestro di pensiero e di testimonianza. Lo ricordiamo con gratitudine per il suo servizio instancabile alla Chiesa italiana e per il legame profondo che ha sempre intrattenuto con la nostra Accademia. Il suo esempio di rigore intellettuale, di equilibrio nel dialogo e di fedeltà al bene comune resta per noi un riferimento alto. L’Accademia Bonifaciana si unisce in preghiera e rinnova il proprio impegno a proseguire sulla strada che lui ha indicato: quella di una cultura che si mette al servizio della persona e della verità”.
L’Accademia Bonifaciana esprime vicinanza e affetto alla Chiesa di Roma, alla Diocesi di Sassuolo e a quanti hanno conosciuto e collaborato con il Cardinale Ruini, conservandone la memoria e l’insegnamento.
È stato Papa Leone XIV a celebrare i funerali del cardinale Camillo Ruini. Il rito delle esequie si è tenuto giovedì 18 giugno alle 16.30 all’Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro. La camera ardente è stata invece allestita nella cappella della Madonna della Perseveranza del Pontificio seminario romano minore.
Il Papa ricorda il cardinale Camillo Ruini ed esprime “gratitudine al Signore per il dono di questo stimato uomo di Chiesa, che visse con generosità il suo ministero”. Leone, in un telegramma alla diocesi di Roma, definisce Ruini “esperto e saggio fratello, corroborato da fede profonda, acuta intelligenza e sguardo lungimirante, che ha servito con discrezione e abnegazione il Vangelo e la Chiesa, penso al suo proficuo lavoro per la Conferenza episcopale italiana e per un fecondo dialogo con il mondo della cultura”. 
La presidenza della Cei, riunita nella sede di Roma, ha pregato per il cardinale Camillo Ruini. La presidenza si è poi recata alla camera allestita nella Cappella della Madonna della Perseveranza del Pontificio Seminario Romano Minore per rendergli omaggio. “Per lunghi anni ha servito la Chiesa in Italia con intelligenza vivace, vigore pastorale e profonda dedizione. Esprimiamo, dunque, gratitudine – sottolineano i vescovi – per il servizio che ha reso alla Chiesa e per l’impegno con cui ha accompagnato un tratto importante della vita ecclesiale italiana. Il cardinale Ruini è stato un testimone fedele del Vangelo, attento alla comunione e al rapporto tra fede, cultura e vita, nella Chiesa e nel Paese. Il suo pensiero offre idee preziose per il nostro cammino, in un contesto sociale in rapido cambiamento”.
“Il cardinale Ruini ha richiamato con forza la necessità di non separare la fede dalla vita, l’annuncio dalla cultura, la verità dalla libertà, nella convinzione che solo l’incontro con il Signore apre pienamente l’uomo alla propria dignità e alla propria vocazione. Questo primato spirituale si è tradotto anche in una forte attenzione alla persona umana e alla sua dignità inviolabile”, sottolinea ancora la Cei aggiungendo che “in un tempo segnato da visioni frammentate dell’uomo, il suo insegnamento ricorda l’importanza di custodire una concezione integrale della persona, radicata nell’antropologia cristiana e orientata alla ragione, alla responsabilità e al bene comune. Con altrettanta chiarezza, il cardinale Ruini ha compreso l’importanza della cultura come luogo nel quale la fede è chiamata a incarnarsi e a dialogare con le domande reali dell’uomo contemporaneo”.