- Ufficio Comunicazioni Sociali Accademia Bonifaciana
- 30 Novembre 2025
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Messa a Santo Stefano degli Abissini in Vaticano, consegna del “Testimonium”, solenne processione per l’attraversamento della Porta santa e sosta di preghiera davanti alla tomba dell’apostolo Pietro
Una giornata di sole, ha reso fin dalle prime ore del mattino ancora più vivi e colorati i centinaia di pellegrini “bonifaciani” partiti in treno e in auto dalle loro diocesi per vivere insieme la giornata giubilare a Roma, alla tomba dell’apostolo Pietro, sabato 29 novembre, guidati dal Rettore Presidente dell’Accademia Bonifaciana professor Sante De Angelis e dal Presidente del Comitato Scientifico monsignor Enrico dal Covolo, insieme ad alcuni sacerdoti assistenti spirituali.
Alle 9 precise i pellegrini si sono ritrovati in piazza del Sant’Uffizio e davanti al relativo ingresso della Città del Vaticano. Nell’attesa dell’avvio della processione verso chiesa di Santo Stefano degli Abissini, la più antica chiesa ancora esistente in Città del Vaticano e la chiesa nazionale dell’Etiopia. Incredibilmente, è una delle poche strutture rimaste in piedi dopo la demolizione della vecchia Basilica di San Pietro. Costruita originariamente, secondo la tradizione, sotto Papa Leone I, ha una storia ricca legata alla diaspora etiope ed è stata un centro per le comunità africane a Roma fin dall’ VIII secolo. I fortunati “visitatori” hanno potuto ammirare la sua facciata del primo Settecento, un portale del XII secolo ben conservato e un affresco del Quattrocento della Madonna col Bambino. È seguita la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo monsignor dal Covolo, che per l’occasione ha amministrato anche tre cresime e con lui hanno concelebrato gli assistenti spirituali monsignor Josè Manuel del Rio Carrasco e don Francesco Calogero Burgio.
«Come già milioni di pellegrini, anche noi tra poco varcheremo la Porta Santa per andare incontro al Signore Gesù, Porta che il Padre ha aperto perché tutti possiamo fare ritorno a Lui (cf Gv 10, 7. 9)». Così l’Assessore del Pontificio Comitato di Scienze Storiche nell’omelia pronunciata nella chiesa di Santo Stefano durante il pellegrinaggio giubilare della Bonifaciana, organizzato in concomitanza dell’apertura dell’Anno Accademico 2025-2026, inaugurato il giorno precedente ad Anagni dal cardinale e Vice Decano del Sacro Collegio Leonardo Sandri, che nella medesima cerimonia aveva assunto anche il titolo di Presidente Onorario e Patrono Spirituale dell’istituzione anagnina. «C’è però anche un’altra porta – ha proseguito il vescovo dal Covolo – , quella che si trova dentro di noi e talvolta rimane chiusa davanti a Dio, che ci ama più di quanto noi possiamo amare noi stessi, e che è già lì: “Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3, 20). Il Giubileo ci invita a spalancare ogni giorno quella porta, perché la nostra vita non si stanchi, i nostri minuti non sembrino tutti uguali e possiamo rinnovare, spontanea e genuina, la richiesta accorata dei discepoli: “Rimani con noi, Signore”».
È seguita, al termine della messa, la consegna ai presenti del “Testimonium” il documento che certifica l’avvenuto pellegrinaggio a Roma ad Limina Petri, firmato da monsignor Rino Fisichella, poi, tutti insieme si sono poi incamminati in processione passando l’ingesso laterale della Basilica vaticana di fronte Santa Marta, per fare ingresso attraverso la Porta santa. Sia monsignor dal Covolo, che il Rettore Presidente De Angelis, a turno, ha portato la croce del Giubileo. In preghiera e con grande commozione, hanno sostato davanti alla tomba dell’apostolo Pietro, dei papi Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e a quella del titolare dell’Accademia, Bonifacio VIII. “Il nostro pellegrinaggio giubilare ci invita a riflettere non solo sul significato storico del primo Giubileo indetto dal nostro Bonifacio VIII – ha dichiarato il Gr. Uff. Sante De Angelis – ma anche sul valore universale di questi momenti di rinnovamento spirituale, sociale e culturale. Per l’Accademia, il Giubileo rappresenta un’occasione unica per approfondire e sviluppare temi centrali legati alla nostra missione, tra cui il dialogo interreligioso, la promozione della pace, la tutela del patrimonio storico e artistico, e l’educazione alla sostenibilità. Tra le principali tematiche che animano le nostre attività vi è l’impegno nella formazione delle giovani generazioni, essenziale per trasmettere i valori fondanti della nostra società; la valorizzazione della memoria storica, che consente di riconoscere e apprendere dagli insegnamenti del passato; e il dibattito su questioni etiche contemporanee, come il rispetto per la dignità umana e i diritti universali. Guardiamo al passato per trarre ispirazione e al futuro per costruire ponti tra culture e tradizioni, seguendo sempre lo spirito di inclusività, solidarietà e riconciliazione che il Giubileo rappresenta”.












































































































